Union Energia, Covid e Smart Working

Smart Working: ecco i 5 punti da cui ripartire per il dopo-emergenza

Il 2020 volge al termine e sarà ricordato (speriamo sia solo il 2020) senza dubbi come l’anno del Covid.

Non esiste un’azienda che non abbia subito l’impatto devastante che la pandemia ha avuto sul mondo intero. Le misure restrittive imposte dai vari governi hanno fatto sì che in particolare il comparto della ristorazione abbia subito perdite disastrose e con lui tutto l’indotto.

Non è difficile capire che se un’azienda chiude difficilmente pagherà i suoi dipendenti, i quali a loro volta faranno molta fatica a pagare i vari mutui ed affitti nonché, ca va sans dire, le bollette.

Secondo la Global Energy Review rilasciata agli inizi di maggio, i Paesi che hanno adottato un lockdown completo hanno visto calare la domanda di energia del 25% alla metà di aprile, mentre quelli che hanno adottato un lockdown parziale hanno subito un calo più contenuto, pari al 18%.

Si tratta del calo più marcato negli ultimi 70 anni.

Tuttavia, passami il termine, il Covid “ha fatto anche cose buone”. Una su tutte, ha spinto alla trasformazione digitale, costringendo all’uso degli strumenti digitali anche le aziende più restie.

C’è stata una crescita esponenziale dello smart working in Italia. I dati dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano ci dicono che si è passati da 570 mila a 6,58 milioni di smart workers.

Sotto questo profilo, in Union Energia non abbiamo affatto subito alcun effetto per un motivo molto semplice: l’83% dei nostri collaboratori lavorava già in Smart Working.

Fa parte del nostro modello di business per tre aspetti principali

  1. Abbattimento dei costi
  2. Felicità dei lavoratori
  3. Aumento della produttività

In barba a tutte le leggende metropolitane, infatti, secondo un sondaggio condotto da Industree Communication Hub e TBS Group, il principale vantaggio è la possibilità per i dipendenti di stabilire un migliore equilibrio tra vita professionale e privata.

Il famoso Work Life Balance di cui tanti si riempiono la bocca, che invece per noi è imprescindibile.

Il sondaggio ha coinvolto oltre 5.000 e il 77,8% del personale intervistato ha percepito un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata come il più grande vantaggio.

Un collaboratore sereno è un collaboratore produttivo perché la verità è che noi vendiamo energia alle persone ma le persone sono la nostra energia.

Ah! Siamo sempre alla ricerca di Smart Worker. Buttaci un occhio 😉

Per questo motivo, fatte salve quelle figure per cui è assolutamente indispensabile la presenza fisica, tutte le nuove figure che entrano in Union Energia sono in Smart Working e molte di loro in Paradise Working.