Cibo e cucina gli insospettabili fattori che influenzano il clima

Si può combattere il cambiamento climatico passando anche attraverso il cibo ed i fornelli. Non stiamo scherzando è una cruda verità.

Il mondo moderno, tra i tanti problemi, ne presenta anche uno evidente di spreco alimentare. Esso è tra le maggiori cause di emissione di anidrite carbonica nell’atmosfera.

Ormai mancano davvero pochi giorni a Natale e sicuramente le tavole saranno imbandite, come tradizione, di prelibatezze. Cerchiamo però di non eccedere sia per una questione economica che ambientale.

Sapete quanto cibo viene sprecato annualmente?

Cibo e cucina gli insospettabili fattori che influenzano il clima

Un rapporto delle Nazioni Unite ha stimato che nel 2019 il mondo ha sprecato 1.03 tonnellate di cibo, ossia il 17% di tutto il cibo prodotto nel mondo in quell’anno. Questi sprechi sono prodotti due terzi dalle famiglie, il 26% dalla ristorazione, il 13% dai negozi di alimentari e altri rivenditori. Il dato ancora peggiore legato a questa stima è che mentre tutto questo cibo viene sprecato 820 milioni di persone muoiono di fame.

Tale dispersione oltre ad essere una tragedia dal punto di vista etico-sociale, incentivando le disparità tra i popoli, alimenta anche la crisi climatica.

“Se la perdita e lo spreco di cibo fossero un paese, sarebbe la terza più grande fonte di emissioni di gas serra” (everyeye.it, n.d.r.), afferma Inger Andersen, direttore esecutivo del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente. 

Per la lavorazione e produzione il cibo richiede il dispendio di notevoli energie per il processo di raccolta, di produzione ed imballaggio del bene. Inoltre, quando il cibo viene a marcire nelle discariche va a produrre gas metano. Le emissioni di gas serra legate agli alimenti che non consumati sono circa il 10% delle globali.

Cibo e cucina gli insospettabili fattori che influenzano il clima

In base a questi report l’Onu ha fissato per i leader mondiali un nuovo obiettivo da raggiungere entro il 2030: dimezzare la quantità totale di sprechi alimentari e allo stesso tempo sensibilizzare cittadini ed industrie per evitare gli sprechi di cibo.

“Il cibo non si butta” cit. la nonna

Da questa famosissima perla di saggezza popolare prende spunto, forse inconsapevolmente, un’app di consegne a domicilio. L’applicazione è nata per combattere lo spreco alimentare e permettere ad attività come ristoranti, bar e supermercati di recuperare, vendendo online a prezzi scontati, il cibo invenduto. L’originale soluzione delle Magic Box, bags confezionate, permette di smerciare una selezione di alimenti che non possono essere rimessi in commercio il giorno seguente.

Molto si può fare anche nel piccolo. Per esempio il signor Fedele Termine, panettiere, a fine giornata invece di gettare l’invenduto lo regala a chi ne ha bisogno compiendo così sia un gesto umano verso i meno abbienti che un gesto per la salvaguardia del pianeta.

Cibo e cucina gli insospettabili fattori che influenzano il clima

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