La nostra storia e il nostro modello di business

Questo è un articolo moooolto particolare.

Ci siamo chiesti molte volte se fosse il caso di raccontare come siamo nati ed eventualmente in che modo farlo.

La risposta che ci siamo dati è sì, vale la pena raccontare la storia di Union Energia, ma abbiamo scelto di farlo in modo completamente diverso dal classico “Fondata nel 2000, bla bla bla e bla”.

Siamo nati per ribaltare il mercato dell’energia e con lui anche le sue logiche.

Per questo motivo, beccati la nostra storia, come nessuno l’ha mai scritta.

Dialogo sui massimi sistemi energetici.

– Davvero pensi di mettere questa roba sul blog?

– Assolutamente sì!

– Ma chi vuoi che lo legga?

– Perché?

– Perché lo sanno tutti che la gente non legge più di 5 righe, non ascolta più di 3 minuti di video, lo sai anche tu.

– Non è vero.

– Lo dicono tutti gli studi, lo span di attenzione ormai è ai livelli di un pesce rosso: 3, 4 secondi al massimo.

– In realtà gli studi dicono un’altra cosa.

– E cosa, sentiamo.

– Che un Copywriter ha a disposizione 3, 4 secondi per catturare l’attenzione del lettore, convincerlo che è interessante quello che sta per leggere e spingerlo ad andare avanti. Se poi il contenuto è interessante davvero, il lettore lo legge fino alla fine.

– Io leggo dappertutto esperti che elogiano l’importanza dei contenuti brevi, che il copy lungo funziona solo su un target definito anzi, leggo che il copy lungo è morto.

– Che hai fatto ieri sera?

– Che c’entra questo?

– Dimmi che hai fatto ieri sera.

– Ho cenato, che vuoi che abbia fatto?

– No, no, dimmi cosa hai fatto dopo cena. Dopo che hai messo al letto i bimbi, che hai fatto?

– Ho iniziato a vedere Prison Break, la serie Netflix che mi hai consigliato tu.

– Ah! E com’è?

– Lascia stare, ho fatto le 2 e mezza, mi sono visto 6 episodi. Anzi, facciamoci un caffè che altrimenti mi addormento sul monitor.

– Ma pensa: a quanto pare, in questo caso, lo span di attenzione è passato miracolosamente da 3 secondi a… 3 ore?

– Va beh, ma non è la stessa cosa!

– E invece sì, è proprio la stessa cosa.

– Non sono d’accordo.

– Se la prima puntata non ti fosse piaciuta da pazzi non avresti guardato la seconda, e se la seconda non fosse terminata con un bel gancio non avresti visto anche la terza e così via. Sono maestri nell’uso dei Cliffhanger e tu ti ritrovi a fare Binge Watching, senza farti troppe domande.

Cliffe che? Binge che?

– Lascia stare, sono solo terminologie, ma di fatto è così. Non è questione di quanto è lungo il testo, ma di quanto valore c’è dentro, di che taglio gli dai, di che tono usi.

– Se lo dici tu, secondo me non lo leggerà nessuno.

– Lo vedremo, ma ora immagina questo esempio.

– Dai, dimmi.

– Immagina che io decida di spiegare alla nostra audience com’è composto il costo di fornitura dell’energia.

– Ok.

– Secondo te, se scrivo un articolo sul Blog e lo intitolo: “La bolletta è fatta così” e nelle prime righe inizio a parlare di 𝐏𝐂𝐕, di 𝐏𝐫𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐢 𝐏𝐞𝐫𝐞𝐪𝐮𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, di 𝐎𝐧𝐞𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐠𝐫𝐚𝐝𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀, che succede?

– Che i pochi che aprono l’articolo dopo 4 righe ti mandano a quel paese!

– Bravo! Allora sei d’accordo con me che è possibile prevedere le azioni del lettore? E che quindi è possibile dare un taglio diverso alla comunicazione affinché anche un contenuto come le voci della bolletta diventino interessanti?

– Non ne sono convinto.

– Che cos’è il Prezzo di Perequazione?

– Mi prendi in giro?

– No, affatto, dimmi cos’è il Prezzo di Perequazione, per favore. Sono serio.

– È una voce che riguarda solo i clienti del tutelato.

– Ottimo. A cosa serve?

– Che palle, Ale.

– E dai, per favore, rispondi. A cosa serve il Prezzo di Perequazione?

– Uff. A garantire che gli importi complessivamente pagati ogni trimestre dai clienti serviti in regime di tutela con le componenti Prezzo dell’energia e Dispacciamento equivalgano ai costi di acquisto e dispacciamento effettivamente sostenuti.

– Può essere negativo?

– Certo, quando i costi effettivi risultano inferiori a quelli previsti è a credito del cliente.

– Hai visto?

– Cosa?

– Abbiamo appena spiegato ad almeno 5.000 persone che cos’è il Prezzo di Perequazione, senza annoiarli terribilmente.

– Sei un maledetto.

– No, sono un Copywriter.

– Passami lo zucchero.

– Tieni.

– Grazie.

– Ora abbiamo un altro problema, però.

– Quale?

– Che prima tu hai parlato di 𝐓𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚𝐭𝐨, di 𝐏𝐫𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐚 e di 𝐃𝐢𝐬𝐩𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨.

– Ma mi hai chiesto tu di farlo!

– Lo so, ma ora il lettore si starà chiedendo cosa sono. Dobbiamo spiegarglielo!

– Ah no, guarda, io ora vedo solo il caffè.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e il seguente testo "unIOn Energia COFFEE BREAK"

– Beh, com’era?

– Mah! Senza infamia e senza lode.

– Roberto dice che la macchinetta nuova “fa paura”.

– Se lo dice lui.

– A che puntata sei?

– Me ne sono sparate altre 5 di fila. È veramente fatta bene, avevi ragione.- Te l’ho detto. Prison Break per me è nella top 3.

– Finora è davvero avvincente.

– Mi hanno convinto a vedere “La casa di Carta”, capolavoro di qua, spaziale di là.

– E invece?

– E invece, dopo la prima serie potevano chiuderla.

– Tu l’hai chiusa?

– No, l’ho vista tutta.

– E perché?

Sunk Cost Fallacy.

– È un’offesa?

– È un Bias Cognitivo.

– Senti, non ricominciare.-

Ma è la verità!

– Sì, sì, ok. Ora fammi lavorare al mio progetto.

– Ecco, per esempio, il tuo “progetto”, come lo chiami tu, è un tipico esempio di Sunk Cost Fallacy.

– Dai, spara.

– Da quanto tempo ci stai sopra?

– Uhm, quasi due anni.-

Quei due anni si chiamano “Sunk Cost Fallacy”, altrimenti detti “costi irrecuperabili”.

– In che senso?

– Hai presente quando vai al cinema a vedere un film di due ore e dopo 30 minuti vorresti andartene per quanto è brutto?

– Sì.

– Ma non te ne vai, perché scatta il Bias Cognitivo di cui ti parlavo prima: “Ormai ho perso mezz’ora, tanto vale vederlo tutto”.

– Sai che hai ragione?

– Certo che ho ragione, mica lo dico io, ci sono decine di studi scientifici in proposito.

– Incredibile.

– È lo stesso motivo per cui molte aziende e imprenditori continuano a gettare soldi su progetti che non stanno andando da nessuna parte. Se gli chiedi il perché si ostinano a farlo ti rispondono: “Eh, ma ormai ci ho investito un sacco di tempo e soldi…”. Vale anche per i libri. Se stai leggendo un libro che ti fa schifo, chiudilo senza pietà. Sono così tanti i libri interessanti che se uno non ti “acchiappa” subito, devi metterlo via.- Dici che devo mollare il progetto?

– Te lo dico da mesi.

– È vero anche questo.

– Comunque, per tua informazione, 35.000 persone.

– 35.000 persone cosa?- Quelle che hanno letto il post di martedì scorso.

– Quale post?

– Quello che secondo te non doveva leggere nessuno.

– Ah, sì?

– Sì.

– Non male.

– Da dove vuoi cominciare?-

No, Ale, ho da fare.

– Ci sono almeno 35.000 persone che ti aspettano.

– Dove?

– Qui. Aspettano che gli spieghi che cos’è il “𝐌𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚𝐭𝐨”.

– Nooooo. No, guarda, davvero, ciao!

– Vieni qui e facciamo un gioco.

– Ale, IO – HO – DA – FARE.

– Che cos’è il mercato tutelato?

– Ma dai, queste 35.000 persone non possono ceracre su Google?

– Sei serio?

– Certo.

– Ti sta piacendo Prison Break?

– Molto, te l’ho detto.

– Immagina se stasera, sul più bello, si blocca Netflix.

– Eh.

– E immagina che tu chiami l’assistenza e gli dici “Scusi, si è impallato tutto, non vedo nulla”. E l’assistenza ti risponde “Scusi ma non può cercare Google?”

– Sei veramente un rompiballe.

– Che cos’è il Mercato tutelato?

– Il tutelato è il servizio di fornitura di elettricità in cui le condizioni economiche e contrattuali sono stabilite dall’Autorità.

– Visto, era facile. Qualcuno, oggi, è ancora nel mercato tutelato?

– Altro che, sono tantissimi, ma dovranno scegliersi un fornitore del libero mercato, entro il 1° gennaio del 2022.

– Hai detto 𝐌𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐨, lo sai?

– Non se ne parla, fattelo spiegare da Roberto.

– Secondo me battiamo il record.

– Di che?

– Di 35.000.

– Ma figurati!

– Scommettiamo un caffè?

– Ok!

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– Hai chiamato quel cliente?

– Sì, certo. Tutto ok. Era felicissimo!

– Sì?

– Sì. Mi ha raccontato che quando è entrato in Union Energia era un po’ titubante, ma ora è al settimo cielo.

– Beh, ma è normale. Cambiare non è mai facile.

– Esatto. Mi ha spiegato che con il suo precedente fornitore non aveva avuto grandi problemi. Le solite cose, insomma, un Call Center in paese estero, bollette incomprensibili, ma sai, era cliente da 7 anni e ormai aveva radicato la convinzione che “Tanto sono tutti uguali e alla fine a qualcuno questa tassa la devi pagare”.- Vedi, è proprio questo il principale problema ed è proprio questo il principale motivo per cui dobbiamo continuare.

– Cosa?

– Il problema è la percezione che il pubblico ha dell’energia. Questo signore ti ha detto “Tanto sono tutti uguali e alla fine a qualcuno questa tassa la devi pagare“. Le parole sono molto importanti ed indicative. L’energia è vista come una tassa che tanto a qualcuno devi pagare. Ti sei mai chiesto il perché?

– Beh, penso che dipenda da una serie di fattori.

– Sì, certo sono diversi i fattori ma tutti insieme concorrono a creare è la percezione che i clienti hanno dell’energia. Se la vedi come una tassa da pagare è soprattutto perché nessuno ti ha mai fatto notare che la mattina, appena sveglio, ti fai una doccia calda, grazie all’energia. Ti asciughi i capelli, grazie all’energia. Ti fai un caffè, grazie all’energia. Scaldi il biberon ai tuoi figli, con l’energia. Prendi il telefono che è carico, grazie all’energia. Insomma, nessuno si è mai preso la briga di farti vedere quanto l’energia sia fondamentale per la tua vita. È paradossale, perché ogni mattina quando accendiamo la luce dovremmo gridare al miracolo per il solo fatto che accada e invece è diventato un “tanto a qualcuno quella tassa la devi pagare”.

– Già, poi ora col Canone Rai, non te lo dico nemmeno.

– Il Canone Rai in bolletta è stata un’altra bella botta al rapporto tra noi e i clienti. Comunque ho una notizia per Te!

– Quale?

– Mi devi un caffè 😄

– Nooo, sul serio?

– 50.000 lettori.

– 50.000?

– 52.517 per la precisione.

– Ok, lo ammetto: non lo avrei mai immaginato.

– Io ne ero sicuro, perché la gente non è stupida. La gente ha voglia di capire, di sapere. E quando gli spieghi le cose, ti ascolta, ti segue. Leggi i commenti: c’è gente che non vede l’ora di leggere il continuo della nostra serie 🤣

– Ale, io però ora sono veramente sommerso.

– Non si tradisce un patto.

– Non ho firmato nessun patto.

– Questa è la tua percezione, non la loro.

– Loro chi?

– Loro, i 52.517. Scusa 52.716, in questo istante.

– Cosa devo fare?

– Devi spiegargli che cos’è il 𝐌𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐨 dell’Energia.

– Ma sei fuori? Mi ci vuole una giornata!

– Non è vero. C’è un trucco per fare abbastanza subito.

– E cioè?

– Immagina di parlare con tuo figlio.

– Del mercato libero? Ma che gliene importa?

– No, non del mercato libero.

– E di cosa?

– Immagina che tuo figlio una mattina, mentre tu bevi il tuo caffè e lui il suo latte e biscotti, ti chieda: Papà, ma tu perché hai creato Union Energia?

– …

– Ci sei?

– Sì.

– Raccontami, dai

– È lunga, Ale.

– Abbiamo tempo 🙂

– Ero stanco.

– …

– Stanco e incazzato. Col mondo. Avevo fatto di tutto, avevo un lavoro, che mi faceva schifo, ma tanto, mi dicevo, il lavoro fa schifo, no? Il lavoro dei sogni non c’è, sennò non si chiamava lavoro, si chiamava sogno. E così andavo avanti, giorno dopo giorno, incazzatura dopo incazzatura. Un giorno lessi una frase su un muro, sulla riviera. C’era scritto: “Se non insegui il tuo sogno qualcuno ti assumerà per realizzare il suo”. Fu come una mina nel cervello. Avevo ancora le idee confuse sul futuro, ma una cosa l’avevo capita: dovevo creare qualcosa di mio. Dovevo smettere di vendere il mio tempo in cambio di una paga oraria. Dovevo smetterla di sopravvivere, e dovevo iniziare a vivere e a lavorare alla mie idee ai mie progetti.

– Ed hai incontrato lui?

– State parlando di me? Io sto uscendo?

– Vai, vai, tranquillo. Poi ti spiego io.

– Sì, conoscerlo è stato un passaggio fondamentale. Avevamo la stessa rabbia, ma lui mi ha insegnato a convogliarla nella direzione giusta.

– Continua.

– Eravamo proprio al bar qui sotto, pensa. Mai avrei immaginato che un anno dopo avremmo aperto l’ufficio proprio qui. Ricordo che parlammo molto della nostra idea e ci rendemmo conto che non era campata in aria, e che per vie diverse entrambi avevamo analizzato a fondo il mercato ed avendoci lavorato per anni, conoscevamo i limiti, i pregi, e soprattutto i difetti. Seduti ad un tavolino cominciammo a mettere su carta delle idee per ottimizzare e migliorare tutto quello che come clienti non ci piaceva. Eravamo d’accordo su molti punti. Entrambi eravamo giunti alla conclusione che il problema numero uno era l’ingiustificato “oligopolio”.

– Cioè?

– Vedi, prima del 𝐌𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐨 in Italia esistevano un unico fornitore di energia elettrica e un solo venditore di gas che avevano il monopolio delle vendite. Quello dell’energia è il mercato più grande d’Italia che ogni anno muove oltre 400 miliardi di euro. La liberalizzazione del mercato energetico che non è ancora finita è partita nel 1999 e permette la produzione, l’acquisto e la vendita di gas ed energia elettrica a tutte quelle società che sono interessate a questo settore, che sono molte. È un mercato enorme con più di 800 fornitori ma 5, 6 big company si prendono il 90%. Ecco, questo oligopolio da parte delle big non ha alcun senso.

– Perché?

– Perché l’energia che Ti vende una multinazionale, è la stessa che ti forniamo noi in Union Energia. Identica. Anzi, la nostra è green e certificata. E allora perché pagarla di più per avere un servizio uguale se non addirittura peggiore? Questo era il primo grande punto da cui partire. Ma per quanto ci scervellassimo, ci rendevamo conto che non potevamo entrare in un mercato dicendo solo “con noi paghi di meno”. Non avrebbe funzionato, o magari avrebbe funzionato ma solo per una determinata tipologia di clienti, quelli alla continua ricerca del prezzo, che non fidelizzano con nessuno e ogni mese cambiano. Noi volevamo stravolgere il mercato, rivoluzionarlo con un’idea dirompente.

❌ Le bollette sono incomprensibili?

✅ Benissimo: disegniamo delle bollette a prova di bambino!

❌ Il Call Center che stipula contratti non richiesti?

✅ Niente Call Center!

❌ Il porta a porta invasivo e il cliente che ti urla dietro?

✅ Niente Porta a porta!

❌ La carta, poi? Contratti di 15 pagine con clausole in corpo 7. Per stampare un contratto praticamente ci voleva un albero.

✅ Basta carta. Da noi si entra solo in digitale!

Un pezzettino per volta abbiamo costruito l’azienda. Ma è quando ci è venuta l’idea della Sharing Company che ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti: è lei.

– Spiegami.

– Il concetto è semplice, come tutti i concetti rivoluzionari. Il passaparola è da sempre l’arma più potente per promuovere un prodotto o un servizio. 100 clienti super felici valgono più di qualunque azione di marketing, perché una volta soddisfatti quei cento, ne avrebbero portati altri 100 e poi altri 100. E allora ci siamo detti: perché non premiare il passaparola tra i clienti con un sostanzioso sconto o addirittura con l’azzeramento delle bollette?

– Straordinario.

– Dirompente. Era quello che cercavamo. E non è l’unico valore, anzi. Union Energia è: 100% italiana; Attenzione maniacale al cliente; Smart e Digitale; e infine reale possibilità di ridurre sensibilmente o addirittura azzerare le bollette.

– Nessun altro lo fa?

– Lo promettono in tanti. Noi lo facciamo. E nessun altro può farlo più rapidamente di noi.

– Perché?

– Perché gli altri modelli di business più o meno simili hanno dei premi molto più bassi e fanno pagare fee di ingresso, fee per il CRM, fee per la formazione, è pieno di fee. Da noi tutto questo è GRATIS.

– Siete stati molto coraggiosi.

– Sì, ma le soddisfazioni stanno arrivando e ripagano di tutti i sacrifici. La nostra crescita è “esponenziale” per usare un termine molto in voga in questi giorni.

– Chissà se tuo figlio l’ha capito?

– Cosa?

– Cos’è il 𝐌𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐋𝐢𝐛𝐞𝐫𝐨.

– Secondo me sì.

– Tutto suo Padre 😉

– Ahahah!

– Allora, mi offri questo Caffè?

– Sì, dai.

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– Dimmi la verità: te l’aspettavi?

– Sinceramente?

– No, eh?

– No.

– Però un po’ ci credevi.

– Un po’? Io ci credevo e ci credo tantissimo.

– E che dubbi avevi?

– Beh, quando lanci un business così rivoluzionario, non puoi sapere come andrà. Abbiamo analizzato approfonditamente tutto, abbiamo stilato un Business Plan accurato e un piano Marketing estremamente valido; ma un conto è quello che metti su carta, un conto, poi, è come risponde il mercato.

– Direi che ha risposto bene.

– Non avrei mai potuto immaginare questi numeri. In meno di un anno la nostra community è passata da 1000 a oltre 10.000 membri.

– Pazzesco.

– Sì. Ma c’è un dato che ci rende davvero unici in questo mercato.

– Quale?

– Guarda, leggi questo.

– Cos’è?

– È uno studio molto approfondito fatto da esperti. Ha rilevato che, nel nostro settore, in Europa, la media annuale degli utenti che cambiano fornitore di energia si attesta tra il 12 e il 15%, con un trend in costante crescita. Addirittura nel Regno Unito, secondo i dati forniti da Ofgem, che è il regolatore britannico dei mercati di luce e gas, si è passati da un churn rate annuale del 13%, a un 18%. In Nuova Zelanda la percentuale si attesta già intorno al 25%. E tra i Google Trends, le ricerche relative al cambio di fornitore di energia sono in costante aumento.

– Spiegami meglio.

– Te lo dico nel modo più semplice possibile. In pratica, ogni anno, su 1000 clienti, 150/200 cambiano fornitore.

– È tanto?

– Tanto? È un’ecatombe.

– E Union Energia?

– 𝐈𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐭𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐛𝐛𝐚𝐧𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐞̀ 𝐢𝐧𝐟𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝟏%. Chi entra in Union Energia non se ne va più. È questo che mi rende felice più di ogni altra cosa. È questa la grande differenza tra 𝑣𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝐶𝑜𝑚𝑚𝑜𝑑𝑖𝑡𝑦 e 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐂𝐨𝐦𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐲.

– Che obiettivi vi siete dati?

– Intendi proprio i numeri?

– Sì, certo, che altri obiettivi potrei intendere?

– I numeri sono importanti, per carità, perché ti danno un’indicazione, ma non sono il fattore determinante per validare un progetto. Noi non siamo focalizzati sull’avere più clienti.

– Perché?

– Per tantissimi motivi.

– Dimmene uno.

– Perché non è per quello che siamo nati. Avere tanti clienti, credimi, non è difficile. Ma noi giochiamo un altro campionato. Noi vogliamo stravolgere il mercato. E questo puoi farlo solo se hai una visione di medio-lungo termine e sei focalizzato sulla soddisfazione, sulla felicità dei membri della tua community, non sul numero. Sono loro, più che mai, il vero valore aggiunto di Union Energia. Per questo il churn rate dell’1% è il vero dato che conta.

– Secondo te cosa vi ha permesso di ottenere questo risultato?

– Sicuramente una combinazione di più fattori, ma primo tra tutti senza dubbio il non fare mai false promesse e l’impostare fin da subito un dialogo chiaro, efficace, semplice e trasparente con la nostra community.

– In che senso? Gli altri non sono chiari?

– Vedi, oggi tutti parlano di “cliente al centro” di “mettere il cliente al centro”. Noi siamo andati oltre. Al centro del nostro business oggi non c’è il cliente. 𝐀𝐥 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐛𝐮𝐬𝐢𝐧𝐞𝐬𝐬 𝐜’𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐜𝐥𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐨𝐝𝐝𝐢𝐬𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨. Che è un’altra cosa. Per questo abbiamo investito moltissimo sul Customer Service. Un cliente che ha un un problema o che banalmente vuole informazioni, deve avere risposte 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐞, 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐢𝐬𝐞 e, soprattutto, 𝐫𝐚𝐩𝐢𝐝𝐞.Informatizzare ed automatizzare tutto, ci è costato uno sproposito, ma l’investimento si è rivelato vincente.

– E il secondo fattore?

– Beh, la possibilità di ridurre sensibilmente o addirittura 𝐚𝐳𝐳𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐛𝐨𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞 è una leva che non ha rivali.

– Capisco.

– Una volta che un cliente azzera la bolletta, quella bolletta fa il giro dei suoi amici e in poche ore diventa virale. E quello sì che è Marketing. Tutti gli chiederanno come ha fatto e lui non potrà fare altro che mandarli da noi, sia perché è pienamente soddisfatto che per il piano compensi.- Insomma, mi sembra tutto ben studiato. Non resta che arrivare a un milione di clienti.

– No. Non resta che arrivare a 𝐮𝐧 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐥𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐟𝐞𝐥𝐢𝐜𝐢.

– A proposito, dimmi una cosa.

– Cosa?

– Sono ormai ore che parliamo di energia, anzi, di Union Energia, ma non mi hai detto la cosa più importante.

– Cioè?

– Come si diventa clienti felici?

– Diventare clienti è una scelta libera del potenziale cliente. Renderlo felice, poi, è compito nostro.

– Ok, ma in concreto io che devo fare per entrare in Union Energia? Mi mandi un agente a casa? Chiamo un Call Center?

– Che hai detto? Ma sei impazzito?

– Oddio, che ho detto?

– Porta a porta? Call Center? Ma allora non lo hai capito? Union Energia non acquisisce clienti 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎 𝑎 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎 e neppure tramite 𝐶𝑎𝑙𝑙 𝐶𝑒𝑛𝑡𝑒𝑟. Quelle sono le modalità di acquisizione clienti che hanno distrutto la fiducia nei confronti di questo mercato e noi siamo lontani anni luce da quelle dinamiche. C’è un solo ed modo per entrare in Union Energia ed è 𝐓𝐎𝐓𝐀𝐋𝐌𝐄𝐍𝐓𝐄 𝐃𝐈𝐆𝐈𝐓𝐀𝐋𝐄. Vuoi scoprirlo?

– Certo!

Clicca qui 🙂

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– E che succede dopo?

– Che inizia il tuo viaggio nella rivoluzione dell’energia.

– Sì ok, ma io voglio capire. Per esempio: perché mi chiedi i dati? Io voglio solo informazioni.

– Te lo spiego subito. Come ti ho già detto, noi non cerchiamo clienti. Cerchiamo persone con cui costruire una relazione. E una relazione si costruisce se io so come ti chiami, dove abiti, e posso in qualche modo interagire con te. Ma attenzione, c’è un dettaglio, che dettaglio non è.

– Quale?

– Noi chiediamo i dati, ma 𝐢 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐥’𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐭𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐨.

– Perché?

– Perché, come ti ho già detto e ridetto, noi 𝐍𝐎𝐍 𝐅𝐀𝐂𝐂𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐓𝐄𝐋𝐄𝐌𝐀𝐑𝐊𝐄𝐓𝐈𝐍𝐆. Il telefono è un mezzo che è usato con troppa leggerezza, e questo genera sfiducia, perché al telefono le persone pensano sempre che vuoi vendergli qualcosa.

– E non è così?

– Non nel nostro caso. Noi vogliamo risolverti un problema, ma se appena ci lasci i dati ti bombardiamo di telefonate, tu ci percepisci come tutti gli altri e noi non vogliamo esserlo.

– Quindi scusami, io ti lascio il numero di telefono e tu non mi chiami?

– Esatto.

– E che me lo chiedi a fare?

– Ti chiamerò, ma solo quando sarai tu a dirmi “Chiamami”.

– E come faccio a dirtelo?

– Eheheh. 😁 È questo il bello dell’aver informatizzato gran parte dei processi. 😎

– Dai, dimmi.

– Torniamo alla tua domanda: “perché mi chiedi i dati? Io voglio solo informazioni.”

– Sì. Perché?

– Ti sembrerò presuntuoso, ma Union Energia non è per tutti.

– Ehhh?

– Tu mi dai i dati e io ti do tutte le informazioni che vuoi. Ma io non voglio i tuoi dati per bombardarti di marketing. Voglio i tuoi dati per capire quale rapporto hai con l’energia, quale problema hai e, soprattutto, voglio capire se sono io la soluzione giusta per te, perché potrei non esserlo e forzarti ad entrare in fornitura sarebbe un danno.

– Un danno?

– Sì. Un danno. Un cliente in meno è molto meglio di un cliente insoddisfatto.

– Perché mai?? Sempre un cliente è! Sempre soldi sono!

– Ti mostro due immagini. Guarda.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "ALTRO FORNITORE 4sett. Mipiace Rispondi largat| c'ho rimesso nbroglio! Miplace Rispandi ovinato fannoancora pubblicità vero| bollette troppo alte sono 5sett. Rispondi place Rispondi Rispondi Nons risparmia Oddio questiti fanno piangere Mipiace Rispondi itolgono pure carita oiuna Rispandi andarmene menomale Salvo Miplace Attenzione Rispondi fidatevid questa compagnia. Rispandi solo lavtrice bollete Attenzione peggio dei strozzini M.piace Rispondi Gabrielia Signore ATTENZIONE!!!!! Mipiace Rispondi n carità... State ontani! 5sett. Miplace Rispondi Rispondi fidatevi Osett. piace Rispondi risposto 1risposta commento... larga Megatruffa State piace Rispondi versol basso visualizzare commento... vero bollette troppo mi Scrivi un.commento..."

– Cosa sono?

– Nella prima vedi i commenti sulla pagina di un altro fornitore.

– Mamma mia.

– Visto? Sono tutte lamentele, e spesso insulti.

– Incredibile! È un massacro.

– Esatto. Ora guarda questa.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 2 persone, capelli e il seguente testo "unIon Energia Union Energia era in diretta Fan più attivo +1 Christian Attanasio Anastasio Sono soddisfazioni vedere le bollette a zero 4g Mi piace Rispondi Veronica Alexandru Buonasera a tutti!! 4g Mi piace Rispondi Veronica Alexandru Insieme si va molto lontano 4α Miniace Risnondi Johnny Di Lucchio Non vedo l'ora che arrivi la prima bolletta"

– Che cos’è?

– È quello che succede sulla nostra pagina, quando andiamo in diretta.

– Cioè avete dei clienti che non vedono l’ora gli arrivi la bolletta?

– Esatto my friend!

– Non ci credo.

– Amico mio, noi lo facciamo per soldi, è chiaro, è ovvio che sia così. Le aziende vivono di utili. Ma le statistiche parlano chiaro: un cliente insoddisfatto parlerà male di te ad almeno 9 persone. Le voci, maggiormente quelle negative, corrono veloci soprattutto nel digitale, ambiente che noi prediligiamo.

– Quindi rinunciate a possibili guadagni?

– Non solo. Rinunciamo anche a possibili clienti interessati.

– In che senso?

– La domanda che ti sei fatto tu, “perché mi chiedi i dati?”, se la fanno anche altri, sicuramente. E non con tutti abbiamo l’occasione di spiegare il perché chiediamo i dati, ma questo d’altra parte è anche un filtro.

– Un filtro?

– Sì. Ad un potenziale cliente che non ci conosce, chiediamo un piccolo atto di fiducia. Gli diciamo “lasciaci i dati e vedrai che li tratteremo come si deve”. Naturalmente questo porta alla perdita di potenziali clienti, ma fa sì che chi ci lascia i dati sia davvero motivato. Hai provato ad andare avanti nel processo?

– No.

– Prova, guarda che succede.

– Ok.

– Dai, fallo qui davanti a me.

– Ridammi il link.

Eccolo

– Aspetta, compilo il modulo.

– Fai, fai, sono qui.

– Fatto!

– Eh?

– No vabe’, stupendo.

– Ti piace?

– Davvero. È bellissimo. Ringraziate chi vi lascia i dati in questo modo.

– È il nostro modo di ricambiare l’atto di fiducia. La fiducia la conquisti con tanta fatica, ma perderla è un attimo.

– Ok, ma ora sono curioso: che succede dopo?

– Beh, guardatelo. Bastano pochi clic. 😉

– Ok, ma stai qui con me!

– No, ora ho un appuntamento!