Combustibili fossili: nonostante tutto sono ancora qui

Lo shock dei prezzi legato all’energia ci dimostra quanto il Mondo sia ancora troppo dipendente dai combustibili fossili.

Le economie del post pandemia e le particolari condizioni climatiche collaborano nel creare carenze di energia che coinvolgono l’intero Pianeta.

L’impegno per passare alle fonti rinnovabili è rilevante ma l’attuale situazione socioeconomica ha messo in risalto i suoi limiti.

I leader mondiali, riunitisi a Glasgow in questi giorni, spingono verso energie più pulite ma persistono quei nodi che bloccano le attività da decenni. Per esempio, un dubbio focale è se i paesi più ricchi decideranno di finanziare i paesi più poveri affinché prendano parte alla transizione ecologica.

Combustibili fossili: nonostante tutto sono ancora qui

I problemi di scarso approvvigionamento riducono anche la velocità con cui il Mondo può implementare le energie green. Per esempio, la maggior parte degli impianti solari in Cina sono attualmente prodotti con energia delle centrali a carbone.

La transizione, secondo i dirigenti e gli analisti del settore energetico, sarà un’impresa titanica.

Mentre gli investimenti in combustibili fossili sono in calo, i combustibili fossili rappresentano la maggior parte dell’energia

e la spesa per l’energia verde non sta crescendo abbastanza velocemente per colmare il divario (WSJ ndr). Le risorse rinnovabili fornite, a volte, sono inferiori a quanto stimato, creando disfunzioni ed incentivando l’uso di combustibili fossili.

C’è molto meno prodotto disponibile per soddisfare questa rapida crescita che stiamo vedendo”. Ha affermato l’amministratore delegato della Exxon Mobil Corp, Darren Woods, durante una conferenza in Russia. Se non bilanciamo l’equazione della domanda e ci occupiamo solo dell’offerta, questo porterà a un’ulteriore volatilità.

Combustibili fossili: nonostante tutto sono ancora qui

Gli investimenti in fonti green dovrebbero crescere circa di 1,1 trilioni di dollari entro questo anno, e 3,4 trilioni entro il 2030, per assecondare la domanda globale di energia e rispettare le esigenze climatiche.

Secondo il rapporto dell’AIE, il mondo non sta investendo abbastanza per soddisfare le sue future esigenze energetiche. Le incertezze sulle politiche e le traiettorie della domanda creano un forte rischio di un periodo volatile per i mercati energetici (Start Magazine ndr).

Inoltre, nel rapporto si sottolinea come l’aumento di energie pulite richiederebbe investimenti in diversi settori. Ad esempio, quello minerario fondamentale per produrre e raffinare materie prime necessarie per le turbine eoliche.

Secondo l’Agenzia internazionale delle energie rinnovabili il volume di energia rinnovabile ha superato 1,5 milioni di MW l’anno scorso rispetto ai 55.000 MW del 2000.

Grazie ai sussidi governativi e politiche green, volte a ridurre l’utilizzo del carbone, le fonti rinnovabili hanno guadagnato quote di mercato. Nel 2019 prima dello scoppio della pandemia, ad esempio, gli USA hanno consumato più energia rinnovabile che carbone.

La cosa fondamentale è che questa tendenza non si arresti. L’AIE attesta che il mondo ha raggiunto i 280.000 MW di elettricità rinnovabile l’anno scorso con un trend positivo del 45% rispetto al precedente. Questo tasso di crescita è stato ribattezzato dall’agenzia la “nuova normalità.

Combustibili fossili: nonostante tutto sono ancora qui

Nonostante questi dati incoraggianti, la triste realtà è che i combustibili fossili sono ancora troppo presenti. La forte domanda di questi ultimi impatta sulla volatilità dei prezzi all’ingrosso facendo schizzare il costo della materia prima. Questa situazione si riflette sulle bollette di tutti i giorni che vengono gonfiate.

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