Non c’è pace, nuova stangata dai primi di ottobre.

Il mercato dell’energia sta attraversando un trend di prezzi al rialzo e ciò è dovuto all’ascesa dei prezzi delle materie prime che muove in parallelo con le ridotte forniture di gas, soprattutto quelle provenienti dalla Russia. Pesano sul caro bolletta, anche la crescita degli Ets ossia i prezzi dei permessi di emissione di Co2. In quanti sanno realmente cosa sono questi costi e come funzionano? 

In questo articolo, noi di Union Energia proveremo a spiegarvelo, sempre per perseguire sul cammino della trasparenza che è, rubando dal gergo legato al fashion, un must have, della nostra azienda. 

Le aziende, in soldoni, devono pagare per poter inquinare ed i costi per i permessi, come già detto, sono aumentati, nonostante ciò questo meccanismo permette una sorta di speculazione che prende il nome di cap-and-trade che permette di scambiare le emissioni. Se un’azienda inquina più di quanto previsto dall’UE sarà costretta a comprare nuovi permessi, comportando aumenti di costo, invece le più virtuose possono venderli. Questi costi che hanno raggiunto i massimi storici, vanno però recuperati ed andranno ad impattare sulle tariffe dei consumatori.  

Oltre a ciò si deve considerare anche l’aumento del costo del gas infatti, secondo l’Arera, il prezzo del medesimo a termine del terzo trimestre 2021 risulta aumentato del 50% rispetto a quello della fine del secondo trimestre 2021. Nonostante negli ultimi anni sia avvenuta una notevole crescita nell’uso di energie rinnovabili, il fabbisogno energetico italiano viene coperto principalmente dall’utilizzo di gas, che seppur non eccessivamente inquinante, si sta dimostrando estremamente costoso. Sfortuna ha voluto che in questa lotta al caro gas non siamo stati aiutati neppure dal punto di vista meteorologico poiché abbiamo avuto una primavera fredda, quindi i riscaldamenti non sono stati spenti, ed un’estate torrida che ha portato ad un uso elevato dei climatizzatori per rendere la temperatura di case ed uffici più tollerabile. 

Infine, come ultima motivazione, ma non per questo meno importante o influente, la crisi economica legata alla pandemia, i paesi asiatici sono stati i primi a venirne fuori, almeno sulla carta, cosicché le grandi navi “gasiere” sono partite prima alla volta della Cina o del Giappone ed infine verso l’Europa ed a ciò si è unito un calo di rifornimenti dalla Russia, causa difficoltà politiche legate al raddoppio del gasdotto North Stream.  

Il quadro fino ad ora presentato non è assolutamente dei migliori, ed in tutto ciò, cosa ha fatto il governo italiano per impedire o mitigare questa ennesima stangata

Ha attuato un decreto che interessa gli oneri generali di sistema così da alleggerire tutte quelle voci che comportano un feroce aggravio sulle bollette con la prospettiva di trasferire in fiscalità generale gli oneri destinati al sostegno delle energie rinnovabili. L’Arera ha già sottolineato l’importanza e la necessità di eliminare dalla fatturazione gli oneri non strettamente connessi agli obiettivi di uno sviluppo ambientale sostenibile come, ad esempio, i costi relativi allo smantellamento delle centrali nucleari dismesse. 

Ma ciò sarà sufficiente per non gravare ancora di più sul bilancio familiare?

Noi di Union Energia proponiamo un’alternativa green certificata che permette di diminuire, se non azzerare, i costi in bolletta, non è fantascienza ma il nostro programma di #sharingeconomy. La nostra è un’azienda che punta sulla trasparenza e sull’informazione perciò vi invitiamo a cliccare qui per visitare la nostra pagina Facebook e qui per conoscere la nostra community dove troverete testimonianze reali di persone comuni che hanno detto stop al caro bolletta.